Poirier, Journal de terres et d’humeur

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Anne e Patrick Poirier

Journal de terres et d’humeur

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Foto di Serge Domingie. ©️ Centro Pecci, Prato
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Anne e Patrick Poirier, Journal de terres et d’humeur, 1994. Pisa, Palazzo della Carovana, secondo piano, corridoio della Direzione

Allestita dal 2012 al secondo piano del Palazzo della Carovana, nel corridoio della Direzione su due pareti speculari, l’opera (Collezione Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, inv. n. 270; ingresso nel museo nel 2000; in comproprietà con il Comune di Prato) di Anne e Patrick Poirier (rispettivamente nati nel 1941 e nel 1942) è costituita da 240 fogli di carta dipinti, fissati su pannelli numerati e incorniciati singolarmente. Ogni foglio misura 461 x 371 mm.

Gli artisti realizzarono Journal de terres et d’humeur durante l’estate del 1994 nella loro abitazione di Trevi, in Umbria. Il ‘diario’ si compone, nella sua versione completa, di 800 fogli di misura identica ottenuti tagliando con un coltello una carta per grafica incisoria spessa e porosa. I fogli sono stati ricoperti con un pigmento ottenuto da terre locali, diluito in una soluzione di acqua e colla vinilica. Il colorante, molto liquido, è stato poi impiegato per ‘fissare l’umore’ del momento con una stesura monocroma, dalle differenti densità acquose.

A Trevi il lavoro fu meticolosamente organizzato: ogni giorno, per 50 giorni, la coppia colorò 16 fogli. Al termine di ogni sessione i fogli erano lasciati seccare al sole e poi impilati. Il giorno successivo iniziava una nuova sessione che manteneva memoria della precedente perché il pennello, non lavato, risultava ancora impregnato del pigmento originario, che lasciava la sua memoria con imprevedibili sfumature. Soltanto a operazione ultimata i fogli furono affissi a parete per la composizione definitiva. L’unico vincolo allestitivo previsto era quello di tenere uniti tutti i fogli dipinti nella stessa giornata: per assecondare le esigenze spaziali del luogo espositivo era consentito, invece, ricombinare liberamente le giornate.

Journal de terres et d’humeur si colloca all’interno del filone della produzione diaristica dei Poirier (inaugurata nel 1973 con il Journal de Bordeaux). Come spiegarono gli artisti presentando questo ‘diario’, l’opera rispecchia il tentativo di «impregnarsi» dei colori degli affreschi e dei paesaggi dell’Umbria restituendo visivamente una «carta emotiva» del periodo di tempo speso in quel luogo. Adottando un simile procedimento, i Poirier vollero rendere un esplicito omaggio alla pittura medievale umbra: per la specificità locale dei colori adoperati e, soprattutto, per la divisione del lavoro in giornate secondo le modalità tradizionali dell’affresco.

L’opera rimase nello studio parigino dei Poirier sino al 1997. Sino all’acquisizione del 2000 da parte del Centro Pecci il lavoro non ebbe significativa fortuna critica: l’unica occorrenza espositiva, nei ricordi dei due artisti, riguarderebbe una mostra del 1996 ad Amiens, sebbene non ne risulti traccia in catalogo. Prima della collocazione di 240 fogli, corrispondenti a 15 giornate, negli ambienti del Palazzo della Carovana, l’installazione fu esposta una sola volta, nel 2002, al Centro Pecci.

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Foto di Serge Domingie. ©️ Centro Pecci, Prato
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