Scalone

Carovana – interno – Scalone vetrata – Tartarelli SNS – DSC01156

Scalone

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Foto di Giandonato Tartarelli. ©️ Scuola Normale Superiore
Carovana – interno – scalone 1 – Tartarelli SNS – Palazzo_Carovana-8159 [PH]
Giuseppe Caluri, Scalone a due rampe, 1824-1825. Pisa, Palazzo della Carovana
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Foto di Giandonato Tartarelli. ©️ Scuola Normale Superiore
Carovana – interno – scalone 2 – Tartarelli SNS – Palazzo_Carovana-8149 [PH]
Giuseppe Caluri, Scalone a due rampe, 1824-1825. Pisa, Palazzo della Carovana
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Foto di Giandonato Tartarelli. ©️ Scuola Normale Superiore
Carovana – interno – scalone 3 – Tartarelli SNS – Palazzo_Carovana-8160 [PH]
Giuseppe Caluri, Scalone a due rampe, 1824-1825. Pisa, Palazzo della Carovana

Lo scalone che collega il secondo e il terzo piano del Palazzo della Carovana, situato nella parte posteriore del suo corpo medievale-rinascimentale, venne progettato dall’ingegnere Giuseppe Caluri tra il 1824 e il 1825. La nuova costruzione determinò la demolizione del pregiato scalone vasariano a tre rampe, che collegava il Salone delle Armi (odierna Sala Azzurra) al Salone della Scherma (odierna Sala degli Stemmi).

Il progetto ottocentesco è illustrato da due piante redatte da Caluri. I due fogli raffigurano il secondo e il terzo piano nell’anno 1824 e, mediante la sovrapposizione di una linguetta cartacea, il percorso del nuovo scalone, eseguito l’anno successivo. Nella pianta del terzo piano, che presenta lo stato del 1824, è ancora visibile la scala a tre rampe progettata da Giorgio Vasari, la quale nel contesto della disposizione interna cinquecentesca tra i due livelli doveva avere l’effetto di «uno scalone sospeso».

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Foto di Giuseppe Maltana. Su concessione del Ministero della Cultura – Direzione generale Archivi. Con divieto di ulteriore riproduzione o diffusione
Carovana – interno – scalone – disegno 1 – ASPI – OSS, n. 6834 c. 139v-140r
Giuseppe Caluri, Pianta di una porzione del secondo piano del Palazzo della Carovana, 1824. Archivio di Stato di Pisa, Ordine di Santo Stefano, 6834, n. 3, c. 139v
Giuseppe Caluri, Pianta di una porzione del terzo piano del Palazzo della Carovana in cui è ancora visibile lo scalone vasariano a tre rampe, 1824. Archivio di Stato di Pisa, Ordine di Santo Stefano, 6834, n. 3, c. 140r
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Foto di Giuseppe Maltana. Su concessione del Ministero della Cultura – Direzione generale Archivi. Con divieto di ulteriore riproduzione o diffusione
Carovana – interno – scalone – disegno 2 – ASPI – OSS, n. 6834 c. 139v-140r con linguetta
Giuseppe Caluri, Progetto del nuovo scalone al secondo piano del Palazzo della Carovana, 1824. Archivio di Stato di Pisa, Ordine di Santo Stefano, 6834, n. 3, c. 139v
Giuseppe Caluri, Progetto del nuovo scalone al terzo piano del Palazzo della Carovana, 1824. Archivio di Stato di Pisa, Ordine di Santo Stefano, 6834, n. 3, c. 140r



In fase di realizzazione Caluri venne costretto ad apportare ulteriori modifiche. Al termine dei lavori la disposizione interna del palazzo risultò fortemente alterata: per esempio il Quartiere del Gran Priore venne ridotto di dimensioni, mentre il salotto adiacente alla Sala della Scherma fu del tutto eliminato.

Caluri si premurò di accordare coloristicamente la nuova scala alle finiture in macigno volute da Vasari all’interno e all’esterno del palazzo. L’ingegnere predispose come fonte di illuminazione un finestrone centinato a tutto sesto prospiciente il cortile, successivamente tamponato per la costruzione dell’ala sinistra dell’edificio durante l’ampliamento diretto da Giovanni Girometti nel 1928-1930. Lo scalone è odiernamente illuminato solo da un lucernario con lo stemma mediceo stefaniano.

Sulla parete del pianerottolo è affisso il ritratto di Leopoldo II di Lorena – ultimo gran maestro dell’Ordine di Santo Stefano e fautore del processo di modernizzazione dell’istituzione –, eseguito dal pittore fiorentino Giuseppe Bezzuoli nei primi anni quaranta dell’Ottocento. A partire dal secondo decennio del Duemila, sulle pareti delle rampe sono esposte opere di arte contemporanea in prestito, a rotazione, dal Centro Pecci di Prato.

Come motivo unificante della decorazione del palazzo, sopra la cornice marcapiano si trovano stemmi dei Cavalieri appartenuti all’ordine. Aumentando di numero nel corso dei secoli, queste insegne araldiche hanno superato i limiti della sala ad esse originariamente dedicata (l’attuale Sala Azzurra) per occupare molti altri ambienti dell’edificio.

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Ritratto di Leopoldo II – Tartarelli SNS – Leopoldo_II_GM_Cav_S.Stefano
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